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Itinerario Geovulcanologico

Satária, Grazia, Bukkurám, Sibá, Bugéber, Lago Bagno dell'Acqua, Khattibuáli, Cala Cinque Denti, Khaggiár, Gadír

In bici In auto         Elevato interesse: geologia 
  • Lunghezza: 18 km
  • Dislivello: in salita 584 m - in discesa 587 m

L'isola di Pantelleria rappresenta la punta emergente di un complesso vulcanico di cui circa il 28% è emerso, mentre il restante 72% è situato sotto il livello del mare, fino ad una profondità di circa 1200 m. La nascita del vulcano è legata alla formazione di una vasta area distensiva nello Stretto di Sicilia con andamento NO-SE. Questo "rifting" è attivo sin dal Tardo Miocene e accompagnato da una diffusa attività vulcanica concentrata principalmente nella zona NW dello Stretto di Sicilia.


(foto di Parco Nazionale Isola di Pantelleria)
 

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Pantelleria è a tutti gli effetti un complesso vulcanico attivo: l'ultimo episodio di attività eruttiva, un'eruzione sottomarina, si è verificata nel 1891 a 5 Km a NW rispetto al Porto di Pantelleria, dimostrando che l'attività vulcanica primaria è situata nella porzione sommersa del complesso vulcanico.

Il processo di formazione dell'Isola può essere schematicamente suddiviso in tre periodi: da 320.000 a 180.000 anni fa; da 180.000 a 45.000 anni fa; da 45.000 a 7.000 fa. Quest'ultimo periodo è iniziato con la deposizione del "Tufo Verde" ed è terminato con la colata del Khaggiár fuoriuscita dal centro eruttivo di Kúddia Randázzo. Ad oggi, il vulcanismo nel settore emerso si manifesta con attività di tipo secondario: sorgenti geotermiche marine, saune naturali in grotta, fumarole, sorgenti geotermiche terrestri nel Lago di Venere. 

L'itinerario geovulcanologico è un percorso tematico interamente carrabile ideato per osservare alcuni dei fenomeni di vulcanesimo secondario presenti sull'Isola: si parte dalle Grotte di Sataria, grotte naturali originate per erosione differenziale tra le pomici (facilmente erodibili) e la colata lavica sovrastante (resistente all'erosione), all'interno delle quali sgorgano sorgenti d'acqua calda a una temperatura di circa 40 °C che confluiscono in tre vasche. La qualità delle acque termali di questa grotta trova testimonianza nell'origine del nome stesso Sataría che deriva dal greco "Soterìa" e significa "grotta della salute". L'itinerario prosegue salendo per il bivio di Grazia, raggiungendo la contrada Bukkuràm e la Grotta del Freddo, nella quale è possibile sperimentare fenomeni di microclima ipogeo. Da Bukkuràm, passando per la contrada di Sibà, si giunge all'incrocio con il sentiero pedonale che porta al centro eruttivo quiescente di Kúddia Mida (sentiero n.972). Tornando lungo l'itinerario carrabile si attraversano le aree più interne dell'Isola, con una vista privilegiata su alcune delle principali kúddie, delle valli e dei costoni che ne caratterizzano la morfologia, fino a raggiungere il Lago: lo "Specchio di Venere", un'ampia caldera profonda fino a 12 metri e collocata a circa 2 metri sopra il livello del mare. Il Lago offre sorgenti calde, nelle quali l'acqua raggiunge una temperatura variabile tra i 40 e i 50 °C, e fanghi naturali. Dal Lago si riprende la strada perimetrale e si attraversa un'importante formazione lavica, le lave del Khaggiar, all'interno della quale è collocato, in prossimità del mare, il Museo Vulcanologico. L'ultima tappa è Cala Gadir, un piccolo porticciolo che ospita tante vasche termali, presenti già durante il periodo romano, all'interno delle quali è possibile immergersi anche nelle ore serali.

Museo Vulcanologico
Museo Vulcanologico
(foto di Parco Nazionale Isola di Pantelleria)
 
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